Arcobaleno Servizi Ambientali offre un supporto completo, dalla prime analisi fino alla movimentazione dei rifiuti, garantendo assistenza burocratica e consulenza specializzata per una gestione sicura ed efficiente di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
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Gestione operativa e burocratica dei rifiuti pericolosi e non pericolosi delle aziende
Il servizio di smaltimento rifiuti a Milano e provincia garantisce sicurezza e conformità normativa in ogni fase: dalla verifica dei codici fino alla movimentazione verso impianti autorizzati, con l’utilizzo di contenitori omologati e il supporto di operatori qualificati.
Il servizio di sgombero locali industriali a Milano e provincia libera gli spazi da materiali indesiderati e rifiuti, pericolosi e non. Dopo la rimozione, ci occupiamo della pulizia e della riqualificazione dell’ambiente, assicurando il corretto smaltimento e il pieno rispetto delle normative.
Il servizio di consulenza per la gestione dei rifiuti a Milano e provincia supporta le aziende in ogni aspetto operativo e normativo. Dalla valutazione delle giacenze alla compilazione del MUD fino alla redazione del Piano di Gestione Solventi, ci occupiamo della gestione burocratica garantendo la massima conformità e tracciabilità.
Dal 1996 punto di riferimento nel settore della gestione integrata dei rifiuti
Esperienza e professionalità
Autorizzazioni e conformità normativa
Servizio completo dalla A alla Z
Personale qualificato
Consulenza normativa specializzata
Velocità di intervento
Raccolta rifiuti a Milano e provincia
Siamo attrezzati per gestire colli, rifiuti sfusi e liquidi in cisterna, garantendo interventi efficaci e sicuri. I nostri veicoli, sottoposti a regolari controlli, sono guidati da autisti qualificati che assicurano il rispetto delle normative ambientali.
Scopri la flottaLe autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento rifiuti a Milano
Grazie alle nostre autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento di rifiuti a Milano e in tutta Italia, rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, garantiamo la massima conformità alle normative vigenti e la sicurezza nell’esecuzione dei nostri servizi.
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Il recupero di carta e cartone per aziende è una delle attività più comuni nella gestione dei rifiuti prodotti da logistica, industria, commercio, grande distribuzione, uffici e attività artigianali. Scatole, fogli, cartoni ondulati, anime, divisori e altri imballaggi cellulosici possono rappresentare volumi importanti e, se correttamente separati dagli altri materiali, costituiscono normalmente un flusso particolarmente adatto al recupero e al riciclo.
Per un'impresa, tuttavia, non è sufficiente accumulare il cartone e chiamare un trasportatore quando lo spazio termina. Occorre identificare correttamente il rifiuto, organizzare il deposito, scegliere contenitori adeguati, affidarsi a operatori autorizzati e individuare la destinazione più appropriata.
Nel caso della carta e del cartone puliti, infatti, parlare semplicemente di "smaltimento carta e cartone" è spesso improprio dal punto di vista tecnico: quando le caratteristiche del materiale lo consentono, la soluzione da privilegiare è l'avvio a recupero.
Carta e cartone costituiscono una filiera consolidata dell'economia circolare italiana. Secondo gli ultimi dati pubblicati da CONAI, nel 2025 l'Italia ha riciclato complessivamente il 77,3% degli imballaggi immessi al consumo, pari a quasi 11 milioni di tonnellate. Conai
La carta raccolta separatamente può essere sottoposta a operazioni di selezione e lavorazione per essere reimpiegata dall'industria cartaria. Anche CONAI e COMIECO evidenziano l'importanza delle fasi di raccolta, selezione e riciclo per trasformare gli imballaggi cellulosici a fine vita in nuova materia prima. Conai
Per le aziende questo significa un vantaggio ambientale ma anche organizzativo: separare correttamente carta e cartone permette di evitare che un materiale recuperabile venga miscelato con rifiuti incompatibili o contaminato, rendendone più difficile e costosa la gestione.
La tipologia più frequente nelle attività produttive e logistiche è costituita dagli imballaggi in carta e cartone, ai quali corrisponde normalmente il codice EER 15 01 01. Il codice è espressamente associato agli "imballaggi in carta e cartone" anche negli elenchi ufficiali pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Gazzetta Ufficiale
La corretta attribuzione del codice EER deve però essere valutata sulla base dell'origine e delle caratteristiche effettive del rifiuto: non basta stabilire che il materiale "sembra cartone".
| Tipologia di rifiuto | Esempi aziendali | Gestione generalmente possibile |
|---|---|---|
| Imballaggi in carta e cartone puliti | Scatole, cartoni ondulati, divisori, packaging | Raccolta separata e recupero |
| Carta da ufficio | Fogli, stampe, documentazione non riservata | Raccolta e recupero, previa corretta classificazione |
| Cartone voluminoso | Grandi scatole da logistica e magazzino | Cassone/scarrabile e ritiri programmati |
| Carta e cartone misti ad altri materiali | Film plastico, polistirolo, reggette | Selezione preventiva o verifica della destinazione |
| Imballaggi contaminati da sostanze pericolose | Contenitori con residui pericolosi | Classificazione specifica; può applicarsi il codice 15 01 10* |
È quindi importante non mescolare carta e cartone recuperabili con altri rifiuti, soprattutto se contaminati.
La soluzione migliore cambia notevolmente in funzione dei quantitativi prodotti.
Una piccola attività può avere bisogno di ritiri occasionali; un magazzino logistico o una grande azienda può invece produrre diversi metri cubi di cartone ogni giorno. In questi casi è spesso più efficiente predisporre direttamente presso il cliente un cassone scarrabile per carta e cartone, dimensionato in funzione degli spazi disponibili e della frequenza di produzione.
Il sistema permette di concentrare grandi quantità di materiale in un'unica unità di raccolta e di programmare la sostituzione o lo svuotamento del cassone quando necessario.
Per i rifiuti speciali non pericolosi, l'Albo Nazionale Gestori Ambientali identifica nella categoria 4 l'attività di raccolta e trasporto; l'impresa produttrice deve quindi verificare che il soggetto incaricato disponga delle autorizzazioni necessarie per il servizio effettuato. Albo Nazionale Gestori Ambientali
Per aziende con produzioni continuative di imballaggi, il vero problema non è soltanto il peso del rifiuto ma il volume. Una grande quantità di scatole non compattate può saturare rapidamente gli spazi di magazzino.
Il posizionamento di un cassone scarrabile consente di organizzare un punto di raccolta stabile e separato dagli altri rifiuti. Nei contesti con produzioni elevate può inoltre essere valutato l'impiego di sistemi di compattazione, tenendo conto delle caratteristiche operative del sito e dei quantitativi generati.
La frequenza dei ritiri può essere poi adattata alla produzione effettiva: settimanale, quindicinale, mensile oppure su richiesta.
Un esempio concreto riguarda un'azienda del settore logistico della provincia di Monza, caratterizzata da un flusso costante di merci in entrata e, di conseguenza, dalla produzione di quantità significative di scatole e imballaggi in cartone.
Arcobaleno Servizi Ambientali ha organizzato il servizio attraverso il posizionamento presso il sito di cassoni scarrabili dedicati agli imballaggi in carta e cartone.
Il materiale viene separato dagli altri rifiuti direttamente dall'azienda e conferito nei cassoni. Quando il contenitore raggiunge il livello previsto, Arcobaleno programma il ritiro con i propri mezzi e avvia il materiale verso una filiera autorizzata di recupero.
La presenza del cassone permette al cliente di mantenere ordinata l'area logistica, ridurre la movimentazione interna del materiale e trasformare una produzione continua di cartone in un flusso di recupero organizzato e programmabile.
È proprio nei siti produttivi con grandi quantità che una gestione strutturata può risultare più efficiente rispetto a una successione di piccoli ritiri.
No. La presenza di altri materiali, residui o contaminanti può modificare sensibilmente la gestione.
Un semplice nastro adesivo o un'etichetta non comportano necessariamente l'impossibilità di riciclare un imballaggio, mentre composizioni complesse, accoppiamenti o contaminazioni rilevanti devono essere valutati caso per caso. CONAI ha infatti sviluppato un sistema di diversificazione per gli imballaggi cellulosici proprio in funzione della loro effettiva riciclabilità e delle difficoltà dei processi di selezione e riciclo. Conai
Ancora più attenzione è necessaria quando un imballaggio contiene residui di sostanze pericolose o ne è contaminato: in questi casi può essere necessaria una classificazione differente e non deve essere conferito insieme al normale cartone da recuperare.
Arcobaleno Servizi Ambientali costruisce il servizio sulla base dei quantitativi, della frequenza di produzione e degli spazi disponibili presso il cliente.
Quando necessario viene effettuato un sopralluogo, quindi vengono individuati la modalità di raccolta, il contenitore più adatto e la destinazione autorizzata. Dopo l'offerta e le necessarie verifiche, il servizio viene programmato concordando con il cliente la giornata e una fascia oraria indicativa.
Per produzioni continuative possono essere predisposti cassoni scarrabili e cicli di ritiro ricorrenti, mentre per quantità inferiori sono possibili soluzioni più flessibili.
L'obiettivo non è semplicemente "portare via il cartone", ma organizzare correttamente l'intero flusso: classificazione, raccolta, trasporto, recupero e documentazione.
ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali gestisce il ritiro e recupero di carta, cartone e imballaggi aziendali, con soluzioni dedicate per industrie, logistiche, magazzini e attività commerciali.
Richiedi un'offerta indicando tipologia di materiale, quantità approssimativa, frequenza di produzione e sede del ritiro: possiamo valutare la soluzione più adatta, dal singolo servizio al posizionamento di cassoni con ritiri programmati.
Per gli imballaggi in carta e cartone il codice comunemente utilizzato è EER 15 01 01. Il codice deve comunque essere attribuito valutando l'origine effettiva del rifiuto e il processo che lo ha generato.
Quando il materiale presenta caratteristiche compatibili con la filiera, il recupero e il riciclo sono la destinazione da privilegiare. Lo smaltimento dovrebbe riguardare le situazioni in cui il materiale non può essere utilmente recuperato.
In linea generale è preferibile mantenere separato il cartone dagli altri materiali, così da ottenere un flusso più omogeneo e facilmente recuperabile. La configurazione concreta deve comunque essere concordata con l'operatore che gestisce il rifiuto.
Sì. Per produzioni continuative o quantitativi elevati è possibile valutare il posizionamento di cassoni scarrabili e concordare ritiri periodici oppure su chiamata.
Non necessariamente. Se è contaminato da sostanze che ne modificano la classificazione, deve essere gestito separatamente. Gli imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da esse possono, ad esempio, rientrare nel codice EER 15 01 10*.
Il prezzo dipende principalmente da quantità, volume, distanza, modalità di raccolta, frequenza dei ritiri, necessità di cassoni e condizioni qualitative del materiale. Per questo un'offerta attendibile viene costruita sulle caratteristiche reali del servizio.
ARC Ambiente opera con servizi di gestione dei rifiuti aziendali anche nell'area di Milano, Monza e Brianza e più in generale in Lombardia, organizzando servizi occasionali o programmati in funzione delle esigenze del produttore.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2026
Lo smaltimento dei rifiuti speciali a Lecco è strettamente collegato alla particolare struttura economica della provincia: un territorio fortemente industrializzato, nel quale metalmeccanica, lavorazioni dei metalli, meccanica di precisione, costruzioni, artigianato e attività di servizio convivono con importanti realtà commerciali e turistiche.
Questa varietà produttiva genera flussi di rifiuti molto differenti tra loro: dagli sfridi metallici destinabili a recupero agli oli ed emulsioni di lavorazione, fino a fanghi, imballaggi contaminati, solventi, RAEE e rifiuti da manutenzione.
La corretta gestione richiede innanzitutto di identificare il rifiuto sulla base del processo che lo ha generato e delle sue caratteristiche, per individuare il corretto codice EER e stabilire se debba essere classificato come pericoloso o non pericoloso.
La vocazione manifatturiera della provincia di Lecco è particolarmente marcata. La Camera di Commercio di Como-Lecco descrive il territorio lecchese come caratterizzato da una forte concentrazione di imprese metalmeccaniche e da una filiera integrata composta sia da aziende subfornitrici sia da imprese specializzate in specifiche nicchie produttive.
I dati riferiti al 31 dicembre 2025 rendono bene l'idea: nella provincia risultavano 1.900 imprese metalmeccaniche attive, pari all'8,6% delle imprese, con 31.658 addetti, cioè il 27,8% degli addetti provinciali. Sono percentuali particolarmente elevate nel confronto nazionale. Camera di Commercio Como-Lecco
Accanto al capoluogo, l'attività produttiva interessa numerosi comuni e differenti aree della provincia: Valmadrera, Calolziocorte e Olginate, l'area di Oggiono, il territorio di Mandello del Lario, il Meratese con Merate e i comuni circostanti, la Brianza lecchese verso Casatenovo, fino all'area settentrionale della provincia verso Colico.
Il sistema economico non è però esclusivamente industriale. La Camera di Commercio monitora infatti un tessuto composto anche da artigianato, commercio e servizi, rendendo molto eterogenee le esigenze di gestione dei rifiuti speciali delle aziende lecchesi. Camera di Commercio Como-Lecco
La forte presenza di officine, carpenterie, tornerie, aziende meccaniche e lavorazioni industriali determina una significativa produzione di rifiuti legati alla trasformazione e manutenzione dei metalli. A questi si aggiungono i rifiuti delle costruzioni, delle attività commerciali e dei servizi.
| Settore produttivo | Rifiuti speciali frequenti | Gestione possibile |
|---|---|---|
| Metalmeccanica e carpenteria | Sfridi di ferro, acciaio, alluminio e altri metalli | Prevalentemente recupero |
| Lavorazioni meccaniche | Emulsioni esauste, oli, fanghi e residui di lavorazione | Recupero o smaltimento secondo caratteristiche |
| Verniciatura e trattamenti superficiali | Solventi, vernici, fanghi, imballaggi contaminati | Gestione in impianti autorizzati |
| Manutenzione industriale | Oli esausti, filtri, assorbenti e materiali contaminati | Raccolta separata e trattamento |
| Attività produttive e commerciali | Imballaggi, plastiche, legno, RAEE | Recupero ove tecnicamente possibile |
| Edilizia e manutenzione immobili | Macerie, isolanti, metalli e altri materiali da costruzione | Selezione e recupero/smaltimento |
La normativa italiana distingue i rifiuti in base all'origine tra urbani e speciali e, sulla base delle caratteristiche di pericolo, tra pericolosi e non pericolosi. Tra i rifiuti speciali rientrano, tra gli altri, quelli derivanti dalle lavorazioni industriali, artigianali e dalle attività di costruzione e demolizione.
Nel territorio lecchese gli sfridi metallici rappresentano uno dei flussi più caratteristici.
Taglio laser, tornitura, fresatura, stampaggio, carpenteria e altre lavorazioni possono generare quantità significative di ferro, acciaio, alluminio e altri metalli. Quando correttamente separati e conferiti attraverso una filiera autorizzata, questi materiali possono essere avviati a operazioni di recupero, favorendone il reinserimento nei cicli produttivi.
È tuttavia importante ricordare che un materiale non cessa automaticamente di essere un rifiuto soltanto perché possiede un valore economico: l'eventuale cessazione della qualifica di rifiuto avviene alle condizioni previste dalla disciplina sull'End of Waste, richiamata dall'art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006.
Un esempio concreto riguarda un cliente di Arcobaleno Servizi Ambientali operante nel settore metalmeccanico, che genera periodicamente sfridi metallici durante le proprie lavorazioni.
Arcobaleno organizza il servizio sulla base delle effettive necessità produttive dell'azienda, programmando i ritiri e avviando gli sfridi verso una filiera di recupero dei metalli.
Per il cliente il vantaggio è duplice: liberare gli spazi aziendali secondo una programmazione concordata e affidare la gestione del rifiuto a un unico interlocutore che segue anche gli aspetti documentali e la corretta destinazione dei materiali.
In un territorio nel quale la metalmeccanica rappresenta una componente così importante dell'economia locale, una gestione organizzata degli sfridi consente inoltre di privilegiare il recupero di materia quando tecnicamente e normativamente possibile.
La gestione di un rifiuto industriale non dovrebbe partire dal semplice confronto del prezzo per chilogrammo. Occorre prima stabilire che cosa deve essere ritirato, in quale quantità, con quali caratteristiche e verso quale impianto possa essere correttamente indirizzato.
Il metodo di Arcobaleno Servizi Ambientali prevede normalmente analisi preliminare delle esigenze, eventuale sopralluogo, formulazione dell'offerta, omologazione del rifiuto ed eventuali analisi, programmazione del servizio e gestione della relativa documentazione.
Per le imprese di Lecco e provincia, ARC Ambiente può quindi organizzare ritiri di singole tipologie di rifiuto oppure gestioni periodiche di più flussi aziendali, dai rifiuti metallici ai rifiuti pericolosi.
Il servizio viene concordato su appuntamento e, dopo l'omologazione, può essere programmato entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta. Quando necessario è inoltre possibile effettuare un sopralluogo preliminare.
Se la tua azienda si trova a Lecco, Valmadrera, Calolziocorte, Olginate, Oggiono, Mandello del Lario, Merate, Casatenovo, Colico o in un altro comune della provincia, puoi contattare ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per valutare la soluzione più adatta.
Indica nella richiesta tipologia del rifiuto, quantità indicativa, modalità di confezionamento e frequenza dei ritiri: queste informazioni permettono di elaborare un'offerta più precisa.
Richiedi un'offerta per il ritiro, recupero o smaltimento dei rifiuti speciali nella provincia di Lecco.
Data la forte presenza della metalmeccanica, sono frequenti sfridi metallici, emulsioni e oli di lavorazione, fanghi, assorbenti contaminati e residui derivanti da manutenzioni e trattamenti superficiali. Sono inoltre presenti rifiuti da costruzione, imballaggi e RAEE.
In molti casi possono essere avviati a recupero, soprattutto quando ferro, acciaio, alluminio o altri metalli sono mantenuti separati e possiedono caratteristiche idonee. La corretta classificazione e la destinazione devono comunque essere verificate caso per caso.
Sì. Il servizio può essere organizzato su appuntamento, anche attraverso cicli periodici concordati con l'azienda in funzione delle quantità prodotte.
Il codice EER non dovrebbe essere scelto semplicemente osservando il materiale: deve essere individuato considerando innanzitutto il processo produttivo che ha originato il rifiuto, la sua composizione e, quando necessario, le relative analisi.
Sì. Quando la tipologia o la quantità dei rifiuti rendono utile una verifica preliminare, ARC Ambiente può effettuare un sopralluogo per individuare contenitori, modalità operative e soluzione di gestione più appropriate.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2026
Codice CER o codice EER? È una domanda molto frequente tra aziende, produttori di rifiuti e addetti ai lavori. Per anni, infatti, nel settore ambientale si è parlato quasi esclusivamente di codici CER, acronimo di Catalogo Europeo dei Rifiuti. Oggi, però, nei documenti ufficiali e nei sistemi più recenti, come il RENTRI, viene utilizzata prevalentemente la denominazione codice EER, cioè codice dell’Elenco Europeo dei Rifiuti.
In termini pratici, quando un operatore parla di “codice CER” e un altro di “codice EER”, nella grande maggioranza dei casi stanno indicando lo stesso codice a sei cifre utilizzato per classificare un rifiuto. Tuttavia, per la documentazione e la terminologia corrente è preferibile utilizzare EER.
La distinzione non è soltanto linguistica: capire come funziona l’Elenco Europeo dei Rifiuti è il primo passo per classificare correttamente un rifiuto e gestirne trasporto, recupero o smaltimento.
L'origine della sigla CER risale al precedente Catalogo Europeo dei Rifiuti. La Decisione 2000/532/CE della Commissione europea ha successivamente istituito un elenco comunitario armonizzato, sostituendo la precedente Decisione 94/3/CE e integrando in un unico sistema anche l'elenco dei rifiuti pericolosi.
Nella terminologia italiana contemporanea è ormai consolidata l'espressione Elenco Europeo dei Rifiuti, da cui deriva l'acronimo EER.
Il cambiamento, però, non ha cancellato dal linguaggio professionale il termine CER. La stessa giurisprudenza europea ha continuato in alcuni casi a utilizzare l'espressione “catalogo europeo dei rifiuti” e l'acronimo CER. Eur-Lex
Per questo motivo è possibile incontrare ancora entrambe le formulazioni, anche in autorizzazioni, documenti tecnici, capitolati o conversazioni tra operatori.
| Termine | Significato | Utilizzo oggi |
|---|---|---|
| CER | Catalogo Europeo dei Rifiuti | Denominazione storica, ancora molto diffusa nel settore |
| EER | Elenco Europeo dei Rifiuti | Denominazione oggi preferibile nei documenti e nei sistemi ufficiali |
| Codice CER / EER | Codice a sei cifre che identifica una tipologia di rifiuto | Nella pratica indicano generalmente lo stesso sistema di classificazione |
| Asterisco * | Identifica una voce classificata come pericolosa nell'elenco | Va riportato quando previsto dalla specifica voce |
Non propriamente.
“Codice CER” è una denominazione storica ancora perfettamente comprensibile e largamente utilizzata dagli operatori, mentre “codice EER” è oggi la terminologia più aggiornata e consigliabile.
Un'indicazione molto chiara arriva proprio dal RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti. Il portale istituzionale utilizza espressamente formule come “codice EER” e “codice dell'Elenco europeo dei rifiuti”. Anche le istruzioni ministeriali per la compilazione del registro cronologico indicano il campo dedicato come “Codice EER”. Rentri
Per un'azienda che sta predisponendo oggi procedure, registri, formulari, software gestionali o documentazione interna, quindi, utilizzare la dizione EER è la scelta più coerente con l'attuale linguaggio amministrativo.
Ogni tipologia di rifiuto presente nell'Elenco Europeo dei Rifiuti è identificata mediante un codice a sei cifre.
La struttura è gerarchica. Le prime due cifre identificano il capitolo, le successive due il sottocapitolo e le ultime due la specifica voce del rifiuto.
Ad esempio:
15 01 01 – imballaggi di carta e cartone
oppure:
15 01 10* – imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze
L'asterisco identifica le voci classificate come rifiuti pericolosi.
La Decisione 2000/532/CE prevede inoltre una precisa metodologia di individuazione del codice: occorre innanzitutto considerare la fonte e il processo che hanno generato il rifiuto, e non limitarsi ad attribuire un codice sulla base del suo semplice aspetto esteriore. Eur-Lex
È uno dei motivi per cui due materiali apparentemente simili possono avere codici EER differenti.
Uno degli errori più comuni nella classificazione dei rifiuti aziendali consiste nel cercare nell'elenco una descrizione che assomigli maggiormente al materiale da smaltire.
In realtà, la classificazione deve considerare anche il ciclo produttivo da cui il rifiuto deriva.
Uno straccio contaminato, un solvente esausto, un fango industriale o un imballaggio possono essere classificati correttamente soltanto conoscendo origine, processo produttivo, composizione e, quando necessario, caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto.
Per le cosiddette voci a specchio, inoltre, può essere necessario verificare la presenza e la concentrazione di determinate sostanze per stabilire se il rifiuto debba essere classificato con la voce pericolosa oppure con quella non pericolosa.
L'attribuzione del codice EER corretto è quindi un passaggio centrale nella gestione del rifiuto: da essa possono dipendere modalità di deposito, documentazione, trasporto e scelta degli impianti autorizzati.
La terminologia EER assume ancora maggiore importanza con la progressiva digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti.
Il RENTRI, previsto dall'art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006, mette a sistema i dati dei registri cronologici e dei formulari e basa il monitoraggio dei flussi anche sull'individuazione di ogni codice EER associato al rifiuto. Rentri
La corretta classificazione non dovrebbe quindi essere considerata una semplice formalità amministrativa.
Un codice errato può comportare problemi nell'omologazione presso l'impianto, incongruenze nella documentazione o la necessità di riprogrammare il servizio di smaltimento.
Quando un'azienda richiede un servizio di smaltimento rifiuti speciali, Arcobaleno Servizi Ambientali parte dall'identificazione delle caratteristiche e dell'origine del rifiuto.
Il processo può comprendere raccolta delle informazioni tecniche, verifica della classificazione EER, eventuale sopralluogo, formulazione dell'offerta, omologazione presso l'impianto e, quando necessario, analisi di laboratorio.
Successivamente viene programmato il ritiro e gestita la relativa documentazione.
L'obiettivo non è semplicemente “portare via un rifiuto”, ma organizzare un servizio nel quale classificazione, trasporto, destinazione e tracciabilità siano coerenti tra loro.
Arcobaleno affianca inoltre le imprese nella gestione degli aspetti documentali collegati a FIR, registri, RENTRI e classificazione dei rifiuti, secondo un approccio costruito sulle esigenze specifiche del produttore.
Una corretta classificazione è il punto di partenza per una gestione sicura e conforme.
Contatta Arcobaleno Servizi Ambientali per richiedere una valutazione o un'offerta per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti speciali della tua azienda.
Oggi è preferibile utilizzare EER, Elenco Europeo dei Rifiuti. CER, Catalogo Europeo dei Rifiuti, è la denominazione storica ancora molto utilizzata nel linguaggio professionale.
Nel linguaggio corrente sì: quando si parla di codice CER o codice EER normalmente ci si riferisce allo stesso codice a sei cifre utilizzato per identificare una tipologia di rifiuto.
Nei nuovi documenti è consigliabile utilizzare codice EER, denominazione adottata anche dal RENTRI e dalla documentazione ministeriale più recente.
La corretta classificazione rientra nella gestione del rifiuto da parte del produttore. Nei casi più complessi è opportuno avvalersi di competenze tecniche e, quando necessario, analisi di laboratorio per individuare correttamente la voce applicabile.
Sì. Nell'Elenco Europeo dei Rifiuti le voci contrassegnate da asterisco (*) identificano rifiuti pericolosi. Eur-Lex
No. La classificazione parte normalmente dalla fonte e dal processo che ha generato il rifiuto e segue la metodologia prevista dall'elenco europeo. Materiali apparentemente simili possono quindi avere codici diversi.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2026
