Arcobaleno Servizi Ambientali offre un supporto completo, dalla prime analisi fino alla movimentazione dei rifiuti, garantendo assistenza burocratica e consulenza specializzata per una gestione sicura ed efficiente di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
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Gestione operativa e burocratica dei rifiuti pericolosi e non pericolosi delle aziende
Il servizio di smaltimento rifiuti a Milano e provincia garantisce sicurezza e conformità normativa in ogni fase: dalla verifica dei codici fino alla movimentazione verso impianti autorizzati, con l’utilizzo di contenitori omologati e il supporto di operatori qualificati.
Il servizio di sgombero locali industriali a Milano e provincia libera gli spazi da materiali indesiderati e rifiuti, pericolosi e non. Dopo la rimozione, ci occupiamo della pulizia e della riqualificazione dell’ambiente, assicurando il corretto smaltimento e il pieno rispetto delle normative.
Il servizio di consulenza per la gestione dei rifiuti a Milano e provincia supporta le aziende in ogni aspetto operativo e normativo. Dalla valutazione delle giacenze alla compilazione del MUD fino alla redazione del Piano di Gestione Solventi, ci occupiamo della gestione burocratica garantendo la massima conformità e tracciabilità.
Dal 1996 punto di riferimento nel settore della gestione integrata dei rifiuti
Esperienza e professionalità
Autorizzazioni e conformità normativa
Servizio completo dalla A alla Z
Personale qualificato
Consulenza normativa specializzata
Velocità di intervento
Raccolta rifiuti a Milano e provincia
Siamo attrezzati per gestire colli, rifiuti sfusi e liquidi in cisterna, garantendo interventi efficaci e sicuri. I nostri veicoli, sottoposti a regolari controlli, sono guidati da autisti qualificati che assicurano il rispetto delle normative ambientali.
Scopri la flottaLe autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento rifiuti a Milano
Grazie alle nostre autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento di rifiuti a Milano e in tutta Italia, rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, garantiamo la massima conformità alle normative vigenti e la sicurezza nell’esecuzione dei nostri servizi.
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Lo smaltimento dei rifiuti di farmacie e laboratori galenici richiede particolare attenzione. Accanto ai normali rifiuti derivanti dall'attività commerciale, una farmacia può infatti produrre medicinali non più utilizzabili, materie prime, reagenti, preparazioni galeniche fuori specifica, imballaggi contaminati e, in alcuni casi, rifiuti con caratteristiche di pericolosità.
Il problema diventa ancora più articolato quando all'interno della farmacia è presente un laboratorio galenico, nel quale vengono manipolati principi attivi ed eccipienti per realizzare preparazioni magistrali o officinali.
Il Ministero della Salute distingue infatti i medicinali preparati in farmacia in formule magistrali, allestite sulla base di una prescrizione per uno specifico paziente, e formule officinali, preparate secondo le indicazioni della Farmacopea e destinate ai pazienti della farmacia. La preparazione deve rispettare le Norme di Buona Preparazione. Ministero della Salute
Una corretta gestione dei relativi scarti non consiste quindi semplicemente nel «buttare i prodotti scaduti», ma parte dalla loro identificazione, classificazione e separazione.
La tipologia di rifiuti varia notevolmente in funzione delle attività effettivamente svolte.
| Tipologia di rifiuto | Esempi | Aspetti da verificare |
|---|---|---|
| Medicinali non più utilizzabili | Prodotti scaduti, deteriorati, ritirati o danneggiati | Origine del rifiuto, composizione e presenza di principi attivi particolari |
| Scarti di preparazioni galeniche | Creme, capsule, soluzioni, preparazioni non conformi o residui di lavorazione | Composizione chimica e caratteristiche di pericolo |
| Materie prime e reagenti | Principi attivi, eccipienti, solventi, acidi, basi | Schede di sicurezza e classificazione del rifiuto |
| Imballaggi contaminati | Flaconi, taniche, barattoli o altri contenitori con residui | Natura delle sostanze contenute |
| Materiale assorbente contaminato | Carta, panni, DPI e materiale utilizzato per pulizie del laboratorio | Sostanza contaminante |
| Rifiuti da prestazioni sanitarie | Aghi, lancette o altro materiale derivante da specifici servizi effettuati in farmacia | Eventuale applicazione della disciplina sui rifiuti sanitari |
| Rifiuti elettronici e accessori | Apparecchiature, dispositivi, bilance o strumentazione fuori uso | Disciplina RAEE e caratteristiche dell'apparecchiatura |
La tabella è necessariamente indicativa. Il codice EER non dovrebbe essere assegnato semplicemente sulla base del nome commerciale del prodotto: occorre innanzitutto ricostruire l'origine del rifiuto e conoscerne composizione e caratteristiche.
L'Elenco Europeo dei Rifiuti distingue, ad esempio, i medicinali citotossici e citostatici dagli altri medicinali nell'ambito delle specifiche voci previste per la raccolta differenziata (Gazzetta Ufficiale). Questo dimostra perché non tutti i prodotti farmaceutici possano essere gestiti indistintamente nello stesso modo.
Un punto importante è distinguere i medicinali scaduti conferiti dai cittadini nei contenitori presenti presso le farmacie dai rifiuti prodotti direttamente dall'attività professionale della farmacia o del laboratorio galenico.
Per il cittadino, il Ministero della Salute ricorda che un medicinale scaduto o deteriorato non deve essere gettato insieme ai normali rifiuti domestici, ma conferito negli appositi contenitori di raccolta collocati nelle farmacie o nelle loro vicinanze. Ministero della Salute
Diverso è il caso, ad esempio, di materie prime scadute, preparazioni galeniche non utilizzabili, solventi o reagenti derivanti dall'attività del laboratorio: in questi casi occorre valutare il rifiuto prodotto dall'attività e organizzare il relativo conferimento attraverso la corretta filiera autorizzata.
Il D.Lgs. 152/2006 distingue i rifiuti in base alla loro origine e alle loro caratteristiche. Fra i rifiuti speciali rientrano, quando diversi dai rifiuti urbani individuati dalla normativa, anche quelli provenienti da attività commerciali e di servizio. Normattiva
Per un laboratorio galenico la classificazione può richiedere l'esame di:
origine del rifiuto, processo che lo ha generato, principi attivi presenti, concentrazioni, eventuali solventi o altre sostanze pericolose e relative schede di sicurezza.
Per alcune miscele può essere quindi necessario effettuare una valutazione tecnica più approfondita e, quando opportuno, un'analisi di caratterizzazione.
È proprio in questa fase che un errore iniziale può propagarsi su tutta la gestione successiva: contenitore utilizzato, etichettatura, trasporto, impianto destinatario e documentazione devono infatti essere coerenti con la classificazione attribuita.
Una particolare cautela è necessaria quando siano presenti medicinali o sostanze con caratteristiche specifiche, come citotossici e citostatici.
Ancora diverso è il caso dei medicinali contenenti determinate sostanze stupefacenti o psicotrope, per i quali esistono procedure specifiche che non devono essere confuse con il normale smaltimento dei rifiuti farmaceutici. Il Ministero della Salute disciplina anche procedure autorizzative per la distruzione di stupefacenti, sostanze psicotrope e relativi medicinali nelle fattispecie previste dalla normativa. Ministero della Salute
Prima di organizzare il ritiro è quindi opportuno segnalare sempre la presenza di queste sostanze all'operatore ambientale.
Una volta classificati, i rifiuti devono essere separati e conservati in contenitori adeguati, evitando miscelazioni incompatibili e dispersioni accidentali.
La responsabilità della corretta gestione non scompare semplicemente nel momento in cui il rifiuto viene consegnato: l'art. 188 del D.Lgs. 152/2006 disciplina le responsabilità del produttore e prevede che il trattamento possa essere affidato a soggetti della filiera autorizzata. Normattiva
Il trasporto professionale dei rifiuti deve inoltre essere accompagnato dalla prevista documentazione di tracciabilità. L'art. 193 disciplina il Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR). Normattiva
Dal 16 settembre 2026, per i soggetti iscritti al RENTRI, il FIR digitale è divenuto obbligatorio secondo il calendario previsto dalla disciplina vigente.
Per una farmacia questo significa che la gestione ambientale non dovrebbe essere considerata separatamente dalla normale organizzazione documentale dell'attività.
Un esempio concreto è quello di una farmacia di Rho, in provincia di Milano, dotata di laboratorio galenico, per la quale Arcobaleno Servizi Ambientali gestisce periodicamente lo smaltimento dei prodotti di scarto.
Nel corso dell'attività si generano diverse tipologie di residui: materie prime non più utilizzabili, preparazioni di scarto, reagenti, contenitori contaminati e prodotti farmaceutici da avviare alla corretta destinazione.
La criticità principale non è la quantità complessiva — spesso relativamente contenuta — quanto piuttosto l'eterogeneità dei materiali.
Arcobaleno coordina quindi il servizio partendo dall'identificazione dei diversi flussi, verificando la documentazione disponibile e organizzando il ritiro delle differenti tipologie attraverso un unico interlocutore. In questo modo la farmacia evita di dover ricercare ogni volta una soluzione distinta per ciascun rifiuto e può programmare gli smaltimenti in funzione delle proprie esigenze.
Il caso è anche un esempio di microraccolta di rifiuti speciali: quantità limitate, ma necessità di elevata precisione nella classificazione e nella gestione.
Il metodo operativo parte da una ricognizione dei rifiuti prodotti. Quando necessario può essere effettuato un sopralluogo gratuito, seguito dalla verifica della classificazione e dall'eventuale definizione delle analisi necessarie.
Dopo l'omologazione vengono individuati contenitori e modalità di conferimento appropriati e viene programmato il ritiro.
Arcobaleno Servizi Ambientali offre un servizio su appuntamento, con giorno e fascia oraria concordati, ed esegue normalmente il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione del rifiuto.
Il supporto può comprendere anche gli aspetti di tracciabilità e compliance ambientale, dalla classificazione ai formulari fino agli adempimenti collegati al RENTRI.
Ogni farmacia produce una combinazione differente di rifiuti. Per questo è preferibile partire da un elenco dei prodotti da smaltire, fotografie delle confezioni e, per materie prime e reagenti, eventuali schede di sicurezza disponibili.
Arcobaleno Servizi Ambientali può verificare preliminarmente il materiale, individuare la corretta soluzione di gestione e predisporre un'offerta per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti della farmacia o del laboratorio galenico.
Richiedi un preventivo ad ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali.
Non bisogna confondere il circuito di raccolta dei medicinali domestici conferiti dai cittadini con i rifiuti generati direttamente dall'attività della farmacia. Per questi ultimi occorre verificare origine, classificazione e modalità di gestione applicabili.
No. La pericolosità dipende dalle sostanze presenti e dalle caratteristiche del singolo rifiuto. Principi attivi, solventi o altri reagenti possono rendere necessario un diverso inquadramento rispetto, ad esempio, a un materiale non contaminato.
Non esiste un unico codice valido per tutti i rifiuti delle farmacie. Il codice deve essere individuato considerando origine, processo che genera il rifiuto e composizione. Attribuire automaticamente un codice solo perché il materiale è un «farmaco» può portare a una classificazione errata.
Non necessariamente. Prima di raggruppare sostanze o miscele è necessario verificarne composizione, compatibilità e caratteristiche di pericolo. Alcuni prodotti devono essere mantenuti separati.
Sì. Le farmacie e i laboratori galenici sono un caso tipico in cui può essere utile organizzare una microraccolta programmata, accorpando diversi flussi correttamente separati all'interno dello stesso servizio.
Sì. Per farmacie che producono regolarmente gli stessi rifiuti è possibile strutturare un servizio periodico, evitando di attendere ogni volta l'accumulo di quantità elevate.
È utile inviare una descrizione dei prodotti da smaltire, quantità indicative, fotografie delle etichette e, quando disponibili, schede di sicurezza di reagenti e materie prime. Queste informazioni permettono una prima valutazione tecnica e rendono più rapido il processo di quotazione e omologazione.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2026
La provincia di Cremona presenta un tessuto economico particolarmente articolato, nel quale convivono agroalimentare, meccanica e metallurgia, chimica e cosmesi, agricoltura, costruzioni e numerose PMI manifatturiere. Attività molto differenti tra loro, ma accomunate dalla necessità di gestire correttamente i rifiuti prodotti.
Per un'impresa, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali a Cremona non significa infatti soltanto organizzare un ritiro: occorre identificare correttamente il rifiuto, verificarne le caratteristiche, scegliere l'impianto di destinazione appropriato, organizzare il trasporto e assicurare la relativa tracciabilità documentale.
La normativa distingue i rifiuti in urbani e speciali e, in base alle loro caratteristiche, in pericolosi e non pericolosi. Tra i rifiuti speciali rientrano, tra gli altri, quelli derivanti dalle lavorazioni industriali, artigianali, agricole, dalle costruzioni e da numerose attività di servizio, secondo quanto previsto dall'art. 184 del D.Lgs. 152/2006.
La struttura economica cremonese mantiene una componente industriale importante. Secondo i dati più recenti della Provincia, nel 2025 risultavano 24.815 imprese attive, mentre l'industria nel suo complesso occupava circa 51.000 persone. Provincia di Cremona
La stessa Provincia mette inoltre a disposizione dati aggiornati fino al 2025 sulle imprese e sugli addetti suddivisi per settore e singolo Comune. Provincia di Cremona
Il territorio non è però omogeneo. Cremona, Crema, Casalmaggiore, Soresina, Castelleone, Pandino, Spino d'Adda e gli altri centri della provincia presentano specializzazioni differenti, che si riflettono anche nelle tipologie di rifiuti industriali prodotti.
Storicamente, il manifatturiero cremonese si concentra soprattutto in due grandi filiere: meccanica-metallurgia e agroalimentare, affiancate da chimica, cosmetica, gomma-plastica, carta, tessile e altre lavorazioni specialistiche. Provincia di Cremona
L'agroalimentare rappresenta una delle principali vocazioni economiche della provincia. A fine 2023 la filiera contava circa 3.730 imprese e 13.770 addetti, con una presenza particolarmente significativa nelle aree di Cremona, Soresina e Casalmaggiore. Provincia di Cremona
Allevamenti, caseifici, industrie alimentari, macelli e imprese di trasformazione possono generare, a seconda del ciclo produttivo:
Non tutto ciò che deriva dall'attività produttiva segue necessariamente la stessa destinazione: quando tecnicamente possibile, il recupero deve essere valutato prima dello smaltimento. L'art. 179 del Testo Unico Ambientale stabilisce infatti una gerarchia che privilegia prevenzione, riutilizzo, riciclaggio e altre forme di recupero rispetto allo smaltimento finale. NormAttiva
La meccanica e la metallurgia costituiscono un altro asse fondamentale dell'economia cremonese. La Provincia segnala una forte presenza di attività legate alla produzione di metalli, componentistica e macchinari, con migliaia di addetti distribuiti sul territorio. Provincia di Cremona
Officine meccaniche, aziende metalmeccaniche, carpenterie e imprese di lavorazione dei metalli possono produrre:
| Settore / lavorazione | Rifiuti frequentemente prodotti |
|---|---|
| Meccanica e lavorazioni metalliche | Emulsioni oleose, oli esausti, fanghi e morchie |
| Carpenteria | Sfridi metallici, abrasivi, materiali contaminati |
| Verniciatura | Vernici, solventi, filtri e imballaggi contaminati |
| Manutenzione impianti | Oli, filtri, stracci e assorbenti |
| Taglio e lavorazione metalli | Trucioli, polveri, fanghi e residui metallici |
| Produzione industriale | Imballaggi, plastica, legno e materiali fuori specifica |
Una parte importante di questi materiali può essere destinata a impianti di recupero, in particolare per metalli, imballaggi e alcuni residui di lavorazione, mentre altre frazioni richiedono trattamenti o smaltimenti specifici.
Una peculiarità della provincia è rappresentata dalla concentrazione delle imprese chimiche e cosmetiche nell'area cremasca.
Il rapporto provinciale sul sistema economico indicava già a fine 2023 circa 60 imprese del comparto chimico e 3.540 addetti. La concentrazione è particolarmente significativa nell'area di Crema, dove il settore rappresenta una quota molto superiore rispetto alle altre circoscrizioni provinciali. Provincia di Cremona
L'Associazione Industriali di Cremona identifica inoltre la cosmesi come una delle filiere di eccellenza del territorio: nel 2024 le aziende cremonesi della filiera superavano mediamente gli 80 addetti per impresa, dato nettamente superiore alle medie regionale e nazionale. Associazione Industriali Cremona
La produzione cosmetica può generare flussi di rifiuti particolarmente eterogenei:
In questo settore è particolarmente importante evitare classificazioni effettuate unicamente per analogia: codice EER, caratteristiche di pericolo e destinazione devono essere valutati in funzione dell'effettiva origine e composizione del rifiuto.
Un esempio concreto riguarda un cliente di Arcobaleno Servizi Ambientali operante nel settore cosmetico nella provincia di Cremona.
Durante il lavaggio delle apparecchiature produttive e delle linee utilizzate per la preparazione dei cosmetici vengono generate periodicamente soluzioni liquide contenenti solventi e residui delle formulazioni lavorate.
Arcobaleno gestisce il servizio partendo dalla verifica preliminare delle caratteristiche del rifiuto e della documentazione disponibile. Quando necessario vengono definite le analisi utili all'omologazione presso l'impianto di destinazione.
Una volta individuata la soluzione tecnica corretta, il ritiro viene pianificato con l'azienda in funzione delle esigenze produttive, evitando che l'attività di smaltimento interferisca inutilmente con il ciclo di lavorazione.
Il risultato è una gestione programmata di un rifiuto liquido industriale che richiede particolare attenzione, mantenendo per il cliente un unico interlocutore per classificazione, organizzazione del trasporto, scelta dell'impianto e documentazione.
Parlare genericamente di “smaltimento rifiuti” può essere fuorviante. Due rifiuti apparentemente simili possono avere composizioni differenti e quindi essere destinati a processi diversi.
Per questo ARC Ambiente valuta, caso per caso, se esistano condizioni tecniche e autorizzative per avviare il materiale a recupero, coerentemente con la gerarchia prevista dalla normativa, oppure se sia necessario ricorrere a trattamento o smaltimento.
La destinazione dipende da fattori quali:
Per le aziende della provincia di Cremona, il servizio può comprendere analisi preliminare, eventuale sopralluogo, offerta, omologazione del rifiuto, eventuali analisi, pianificazione del ritiro e gestione documentale.
Quando necessario, Arcobaleno effettua inoltre sopralluoghi gratuiti e organizza il servizio su appuntamento; dopo l'omologazione, il ritiro viene programmato normalmente entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.
L'obiettivo non è semplicemente “portare via il rifiuto”, ma costruire per l'impresa una gestione organizzata che tenga insieme operatività, tracciabilità, conformità normativa e scelta della destinazione più appropriata.
Arcobaleno può inoltre affiancare le aziende negli aspetti collegati a formulari, registri, RENTRI, MUD, classificazione EER e conservazione digitale.
Se la tua azienda si trova a Cremona, Crema, Casalmaggiore, Soresina, Castelleone, Pandino, Spino d'Adda o in un altro Comune della provincia, ARC Ambiente può valutare i rifiuti prodotti e individuare la soluzione più adatta per raccolta, trasporto, recupero o smaltimento.
Richiedi un'offerta per lo smaltimento dei tuoi rifiuti speciali a Cremona e provincia.
Dipende dall'attività svolta. Tra i più frequenti si trovano oli ed emulsioni, fanghi, solventi, prodotti chimici, imballaggi contaminati, filtri, assorbenti, sfridi metallici, plastica, legno, RAEE e residui derivanti dalle lavorazioni industriali.
No. Quando le caratteristiche del rifiuto e le autorizzazioni degli impianti lo consentono, può essere possibile avviarlo a riciclaggio o ad altre forme di recupero. La normativa stessa pone il recupero prima dello smaltimento nella gerarchia di gestione.
Il codice deve essere attribuito considerando innanzitutto il processo che ha generato il rifiuto e successivamente la sua natura e composizione. Per alcune voci può essere necessario valutare anche la presenza di sostanze pericolose e procedere ad analisi di laboratorio.
Sì. Il servizio è rivolto alle imprese di tutta la provincia di Cremona, compreso il territorio cremasco, dove sono particolarmente presenti aziende della filiera chimica e cosmetica.
Occorre prima conoscerne origine, composizione e caratteristiche. In funzione del risultato possono essere necessari analisi, omologazione presso l'impianto e specifiche modalità di confezionamento e trasporto. La destinazione viene quindi individuata sulla base delle caratteristiche effettive del rifiuto.
Sì. Per i rifiuti generati con continuità è possibile impostare una gestione programmata, particolarmente utile per industrie cosmetiche, metalmeccaniche, alimentari e altre attività produttive che generano periodicamente gli stessi flussi di rifiuto.
È utile indicare sede di ritiro, tipologia e descrizione del rifiuto, codice EER se già attribuito, quantità indicativa, tipo di contenitore e frequenza prevista dei ritiri. Sulla base di queste informazioni ARC Ambiente può effettuare una prima valutazione e, se necessario, organizzare un sopralluogo.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2026
L'industria farmaceutica può generare flussi di rifiuti molto diversi tra loro: soluzioni acquose, solventi, acque madri, residui di reazione, fanghi, materiali filtranti, assorbenti e rifiuti solidi contaminati. La loro corretta gestione richiede quindi qualcosa di più del semplice ritiro: occorre conoscere il processo che li ha originati, procedere alla corretta classificazione e individuare, quando tecnicamente possibile, una destinazione di recupero alternativa allo smaltimento.
Per un'azienda farmaceutica, organizzare correttamente il recupero e smaltimento dei rifiuti industriali significa coniugare conformità ambientale, tracciabilità, continuità produttiva e attenzione alla valorizzazione dei materiali.
L'Elenco Europeo dei Rifiuti dedica il sottocapitolo 07 05 proprio ai rifiuti derivanti dalla produzione, formulazione, fornitura e uso di prodotti farmaceutici. Tra le voci previste figurano, ad esempio, soluzioni acquose di lavaggio e acque madri, solventi organici, residui di reazione, residui di filtrazione, fanghi e rifiuti solidi contenenti sostanze pericolose. Eur-Lex
Alcuni esempi ricorrenti sono:
| Rifiuto generato | Possibile riferimento EER* | Gestione possibile |
|---|---|---|
| Soluzioni acquose di lavaggio e acque madri | 07 05 01* | Recupero o trattamento/smaltimento secondo composizione |
| Solventi organici alogenati | 07 05 03* | Recupero solventi o trattamento dedicato |
| Altri solventi organici | 07 05 04* | Recupero, rigenerazione o trattamento |
| Residui di reazione e distillazione | 07 05 07* / 07 05 08* | Valutazione impianto in funzione delle caratteristiche |
| Residui di filtrazione e assorbenti | 07 05 09* / 07 05 10* | Recupero o smaltimento autorizzato |
| Fanghi da trattamento degli effluenti | 07 05 11* / 07 05 12 | Recupero o smaltimento in funzione della composizione |
| Rifiuti solidi di processo | 07 05 13* / 07 05 14 | Destinazione individuata dopo classificazione |
*I codici riportati sono esempi. L'attribuzione del codice EER deve essere effettuata sulla base dell'origine del rifiuto, del processo produttivo e delle sue effettive caratteristiche.
Questo aspetto è particolarmente importante nel settore farmaceutico: due rifiuti apparentemente simili possono richiedere destinazioni differenti per composizione chimica, concentrazione, presenza di solventi o caratteristiche di pericolo.
La normativa europea stabilisce una precisa gerarchia nella gestione dei rifiuti: dopo prevenzione, preparazione per il riutilizzo e riciclaggio viene il recupero di altro tipo, mentre lo smaltimento rappresenta l'ultima opzione.
Consulta la Direttiva quadro sui rifiuti su EUR-Lex
Per questo, nella gestione dei rifiuti dell'industria farmaceutica è utile non considerare automaticamente ogni residuo come destinato allo smaltimento. Determinate miscele contenenti solventi, soluzioni di processo o altri flussi possono presentare caratteristiche compatibili con operazioni di recupero presso impianti opportunamente autorizzati.
La scelta, però, non può essere fatta sulla sola descrizione commerciale del materiale. Sono spesso necessari scheda tecnica, informazioni sul ciclo produttivo e, quando opportuno, analisi chimiche, così da individuare correttamente caratteristiche di pericolo, modalità di trasporto e impianto di destinazione.
Le acque madri sono le soluzioni liquide residue che rimangono dopo determinate fasi di lavorazione, separazione o cristallizzazione. A seconda del processo possono contenere acqua, solventi, sali, principi attivi e altre sostanze.
Non esiste quindi una soluzione universale per il loro trattamento.
Nel catalogo europeo, le soluzioni acquose di lavaggio e acque madri dell'industria farmaceutica sono espressamente contemplate, così come quelle contenenti solventi organici alogenati o altri solventi organici. Eur-Lex
Quando le caratteristiche chimico-fisiche e le autorizzazioni degli impianti lo consentono, l'obiettivo può essere quello di avviare le acque madri a recupero, evitando una destinazione esclusivamente di smaltimento.
Un esempio concreto riguarda un'azienda farmaceutica della provincia di Milano per la quale Arcobaleno Servizi Ambientali gestisce periodicamente l'avviamento a recupero delle acque madri generate dal processo produttivo.
La gestione parte dalla caratterizzazione del flusso e dalla verifica della documentazione disponibile. Individuata la destinazione autorizzata più appropriata, Arcobaleno coordina il servizio di trasporto e il conferimento all'impianto di recupero.
La programmazione periodica consente al cliente di integrare il ritiro nella propria organizzazione produttiva, riducendo la necessità di gestire ogni movimentazione come un'emergenza e mantenendo sotto controllo documentazione e tracciabilità.
È un esempio di come la gestione professionale del rifiuto possa trasformarsi da semplice problema operativo in un processo programmato, documentato e orientato al recupero.
È altrettanto importante verificare che i soggetti coinvolti siano autorizzati per le attività effettivamente svolte. L'Albo Nazionale Gestori Ambientali distingue, tra l'altro, la categoria 4 per raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi e la categoria 5 per quelli pericolosi.
Consulta le categorie dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali
Anche la tracciabilità ha assunto un ruolo ancora più centrale con il RENTRI. Nel 2026 sono state inoltre aggiornate le istruzioni ufficiali per la compilazione del registro cronologico di carico e scarico e del FIR.
Consulta le istruzioni aggiornate del RENTRI
Per i produttori farmaceutici, Arcobaleno costruisce il servizio partendo dal singolo flusso di rifiuto e non da una soluzione standardizzata. Il processo può comprendere analisi preliminare, sopralluogo quando necessario, offerta, omologazione, eventuali analisi, scelta dell'impianto, programmazione del ritiro e gestione documentale.
Il ritiro viene concordato su appuntamento, indicando giorno e fascia oraria, e il servizio viene programmato entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, una volta completata l'omologazione del rifiuto.
Questo approccio è particolarmente utile per realtà farmaceutiche che producono diversi flussi e cercano un unico interlocutore capace di coordinare recupero, smaltimento, trasporto e aspetti documentali.
Ogni stabilimento presenta processi, quantità e tipologie di rifiuto differenti. Per elaborare una soluzione corretta è quindi utile partire dai codici EER già attribuiti, dalla descrizione dei rifiuti, dalle quantità prodotte e dalle eventuali analisi disponibili.
Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per richiedere un'offerta per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti della tua azienda farmaceutica. Possiamo valutare i singoli flussi e verificare, dove tecnicamente possibile, soluzioni orientate al recupero.
Quali sono i principali rifiuti prodotti da un'industria farmaceutica?
Tra i più comuni rientrano acque madri, liquidi di lavaggio, solventi, residui di reazione, fondi di distillazione, fanghi, materiali filtranti, assorbenti e rifiuti solidi di processo.
Le acque madri possono essere recuperate?
In alcuni casi sì. Dipende dalla loro composizione, dalle caratteristiche di pericolo e dalle autorizzazioni dell'impianto destinatario. Prima del conferimento occorre quindi verificare l'idoneità del flusso.
Qual è il codice EER delle acque madri farmaceutiche?
Il capitolo 07 05 comprende diverse voci. Ad esempio, il 07 05 01* identifica soluzioni acquose di lavaggio e acque madri, mentre esistono codici specifici per flussi contenenti solventi organici. Il codice corretto deve comunque essere attribuito in relazione all'origine e alla composizione reale del rifiuto.
I solventi farmaceutici devono sempre essere smaltiti?
No. Alcuni solventi possono essere destinati a operazioni di recupero o rigenerazione se le caratteristiche del rifiuto e l'autorizzazione dell'impianto lo consentono.
Perché possono essere necessarie analisi sul rifiuto?
Servono a determinarne composizione e caratteristiche, verificare eventuali proprietà di pericolo e consentire all'impianto di effettuare correttamente l'omologazione prima del conferimento.
Arcobaleno può gestire più tipologie di rifiuto dello stesso stabilimento?
Sì. L'obiettivo è organizzare una gestione coordinata dei differenti flussi, individuando per ciascuno trasporto e destinazione appropriati e riducendo per il cliente il numero di interlocutori coinvolti.
Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente
Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica
Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026
