Raccolta, trasporto e gestione dei rifiuti per le aziende

Servizi di smaltimento dei rifiuti a Milano e provincia

Arcobaleno Servizi Ambientali offre un supporto completo, dalla prime analisi fino alla movimentazione dei rifiuti, garantendo assistenza burocratica e consulenza specializzata per una gestione sicura ed efficiente di rifiuti pericolosi e non pericolosi.

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Smaltimento

Il servizio di smaltimento rifiuti a Milano e provincia garantisce sicurezza e conformità normativa in ogni fase: dalla verifica dei codici fino alla movimentazione verso impianti autorizzati, con l’utilizzo di contenitori omologati e il supporto di operatori qualificati.

Sgombero

Il servizio di sgombero locali industriali a Milano e provincia libera gli spazi da materiali indesiderati e rifiuti, pericolosi e non. Dopo la rimozione, ci occupiamo della pulizia e della riqualificazione dell’ambiente, assicurando il corretto smaltimento e il pieno rispetto delle normative.

Consulenza

Il servizio di consulenza per la gestione dei rifiuti a Milano e provincia supporta le aziende in ogni aspetto operativo e normativo. Dalla valutazione delle giacenze alla compilazione del MUD fino alla redazione del Piano di Gestione Solventi, ci occupiamo della gestione burocratica garantendo la massima conformità e tracciabilità.

Raccolta rifiuti a Milano e provincia

La nostra flotta di automezzi e attrezzature

Siamo attrezzati per gestire colli, rifiuti sfusi e liquidi in cisterna, garantendo interventi efficaci e sicuri. I nostri veicoli, sottoposti a regolari controlli, sono guidati da autisti qualificati che assicurano il rispetto delle normative ambientali.

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Grazie alle nostre autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento di rifiuti a Milano e in tutta Italia, rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, garantiamo la massima conformità alle normative vigenti e la sicurezza nell’esecuzione dei nostri servizi.

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  • Smaltimento lana di roccia e lana di vetro: come gestire correttamente i rifiuti isolanti

    Lo smaltimento della lana di roccia e della lana di vetro è un tema frequente nei cantieri di costruzione, ristrutturazione, demolizione e strip-out. Questi materiali sono stati utilizzati per decenni per l'isolamento termico e acustico di pareti, controsoffitti, coperture, impianti e tubazioni e, quando vengono rimossi, diventano rifiuti che devono essere correttamente identificati, classificati e avviati a recupero o smaltimento.

    Uno degli aspetti più importanti è evitare un'equivalenza automatica tra lana minerale e rifiuto pericoloso: lana di roccia e lana di vetro possono infatti essere classificate diversamente a seconda delle caratteristiche delle fibre e della documentazione disponibile.

    Per imprese edili, manutentori, property manager e aziende che stanno affrontando una ristrutturazione è quindi fondamentale individuare il corretto codice EER, spesso ancora chiamato ancora codice CER, prima di organizzare il ritiro.

    Cosa sono lana di roccia e lana di vetro

    Lana di vetro e lana di roccia appartengono alla famiglia delle Fibre Artificiali Vetrose (FAV) e, più precisamente, delle lane minerali. Sono largamente utilizzate come materiali isolanti grazie alle loro proprietà termiche, acustiche e di resistenza al fuoco.

    Le Linee guida sulle Fibre Artificiali Vetrose approvate dalla Conferenza Stato-Regioni hanno affrontato in maniera specifica sia gli aspetti sanitari sia la gestione dei rifiuti derivanti dalla loro rimozione. Anche INAIL dedica uno specifico approfondimento alle Fibre Artificiali Vetrose, evidenziando come la classificazione dipenda dalle caratteristiche chimiche e fisiche delle fibre.

    Questo significa che non tutte le lane minerali presentano le medesime caratteristiche di pericolo e che la classificazione del rifiuto deve essere effettuata sulla base delle informazioni effettivamente disponibili.

    Lana di roccia e lana di vetro sono rifiuti pericolosi?

    Non necessariamente.

    La normativa europea distingue, nel capitolo 17 dell'Elenco Europeo dei Rifiuti dedicato ai rifiuti da costruzione e demolizione, due voci particolarmente importanti per i materiali isolanti:

     

    Codice EERDescrizioneClassificazione
    17 06 03*   

    Altri materiali isolanti contenenti o costituiti da sostanze pericolose

    Pericoloso
    17 06 04

    Materiali isolanti diversi da quelli di cui alle voci 17 06 01 e 17 06 03     

    Non pericoloso

     

    L'asterisco identifica un rifiuto pericoloso. Le due voci sono previste direttamente dall'Elenco Europeo dei Rifiuti pubblicato su EUR-Lex.

    È quindi scorretto attribuire automaticamente il 17 06 04 a qualsiasi lana di vetro o lana di roccia rimossa da un edificio, così come sarebbe scorretto considerare sempre questi materiali pericolosi.

    Come si determina il codice EER della lana minerale

    Le linee guida sulle Fibre Artificiali Vetrose considerano, tra gli elementi rilevanti, la composizione chimica delle fibre, il loro diametro e la biosolubilità.

    In particolare, la normativa europea prevede specifiche condizioni – comunemente richiamate come Nota Q e Nota R – che possono escludere determinate lane minerali dalla classificazione cancerogena. Per i prodotti moderni può essere disponibile documentazione del produttore attestante le caratteristiche della fibra e la conformità alla Nota Q.

    Nei materiali installati molti anni fa, invece, documentazione, produttore e caratteristiche del prodotto possono essere difficili da ricostruire. In questi casi può rendersi necessario un approfondimento documentale o analitico prima dell'attribuzione del codice EER.

    Il principio generale rimane quello previsto dal D.Lgs. 152/2006: i rifiuti devono essere correttamente classificati distinguendo, tra l'altro, quelli pericolosi da quelli non pericolosi.

    Lana di roccia, lana di vetro e amianto non sono la stessa cosa

    Un'altra distinzione fondamentale riguarda l'amianto.

    Lana di roccia e lana di vetro non sono amianto. L'Elenco Europeo dei Rifiuti prevede infatti specifiche voci per i materiali isolanti contenenti amianto, tra cui il codice 17 06 01*, separato dalle voci utilizzate per gli altri materiali isolanti. EUR-Lex

    Nel corso di interventi su edifici datati, tuttavia, possono essere presenti contemporaneamente differenti materiali isolanti. Prima della rimozione è quindi importante identificare correttamente ciò che si sta gestendo.

    Come raccogliere la lana di roccia e la lana di vetro in cantiere

    Durante la rimozione è opportuno evitare dispersioni inutili di fibre e polveri. Il materiale deve essere separato dalle altre frazioni di rifiuto, raccolto progressivamente e confezionato in modo idoneo alla movimentazione e al trasporto.

    La separazione alla fonte è particolarmente importante durante uno strip-out: mescolare la lana minerale con macerie, cartongesso, legno o altri materiali può infatti complicare la classificazione e rendere più onerosa la successiva gestione.

    Anche quando la lana minerale è classificata come non pericolosa, la sua manipolazione richiede adeguate misure operative e dispositivi di protezione in funzione delle condizioni di lavoro. Le indicazioni INAIL e le Linee guida FAV raccomandano particolare attenzione soprattutto nelle operazioni che possono generare polvere o fibre aerodisperse.

    Come funziona lo smaltimento di lana di roccia e lana di vetro

    Una corretta gestione parte prima dell'arrivo dell'automezzo in cantiere. Occorre verificare origine e caratteristiche del materiale, individuare il codice EER corretto, scegliere l'impianto autorizzato e definire le modalità di confezionamento e trasporto.

    Il produttore conserva inoltre precise responsabilità nella gestione dei propri rifiuti. L'articolo 188 del D.Lgs. 152/2006 prevede che il produttore li affidi a soggetti autorizzati, mentre il trasporto deve rispettare gli obblighi di tracciabilità previsti dalla normativa.

    Per questo lo smaltimento della lana di vetro e della lana di roccia non dovrebbe essere affrontato semplicemente chiedendo il prezzo di un cassone: classificazione, trasporto e destinazione finale devono essere coerenti tra loro.

    Caso pratico: gestione dei rifiuti durante uno strip-out in provincia di Milano

    Un esempio concreto riguarda un cantiere edile nella provincia di Milano interessato da un intervento di strip-out.

    La demolizione interna dell'immobile generava diverse tipologie di rifiuti e, tra queste, materiali isolanti che richiedevano una gestione separata. Arcobaleno Servizi Ambientali è stata incaricata della gestione dello smaltimento di tutti i rifiuti prodotti durante il cantiere, coordinando le diverse frazioni sulla base delle loro caratteristiche.

    Per la lana minerale è stata verificata la corretta classificazione prima del conferimento, evitando di mescolarla indiscriminatamente con gli altri rifiuti derivanti dallo strip-out.

    Il vantaggio per il cliente è stato avere un unico interlocutore per le differenti tipologie di rifiuto, con servizi programmati in funzione dell'avanzamento dei lavori e della capacità di deposito disponibile in cantiere.

    Il metodo Arcobaleno per i rifiuti da cantiere

    Arcobaleno Servizi Ambientali supporta imprese, aziende e gestori immobiliari nell'organizzazione del servizio partendo dall'identificazione del rifiuto.

    Quando necessario viene effettuato un sopralluogo gratuito e senza impegno; seguono la definizione dell'offerta, l'omologazione del rifiuto e, nei casi in cui siano necessarie, le verifiche analitiche. Il ritiro viene quindi programmato su appuntamento, concordando giorno e fascia oraria indicativa.

    Una volta completata l'omologazione, Arcobaleno programma il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, costruendo la soluzione in funzione delle esigenze operative del cantiere.

    Questo approccio è particolarmente utile negli strip-out e nelle ristrutturazioni complesse, dove possono essere prodotti contemporaneamente numerosi codici EER e dove una gestione non coordinata può provocare ritardi, occupazione degli spazi e costi aggiuntivi.

    Devi smaltire lana di roccia o lana di vetro?

    Prima di organizzare il ritiro è utile raccogliere fotografie del materiale, quantità indicativa, luogo in cui è depositato ed eventuale documentazione tecnica disponibile.

    Contatta Arcobaleno Servizi Ambientali per richiedere un'offerta per lo smaltimento di lana di roccia, lana di vetro e degli altri rifiuti prodotti dal tuo cantiere. Possiamo verificare preliminarmente la documentazione disponibile e individuare la soluzione più adatta per classificazione, trasporto e conferimento.

    FAQ sullo smaltimento di lana di roccia e lana di vetro

    Qual è il codice EER della lana di roccia?

    Non esiste un unico codice valido in ogni situazione. Per i materiali isolanti possono essere utilizzati EER 17 06 04, se non pericolosi, oppure 17 06 03* quando il materiale contiene o è costituito da sostanze pericolose. La classificazione deve essere verificata caso per caso.

    La lana di vetro è sempre un rifiuto pericoloso?

    No. La lana di vetro può essere classificata come rifiuto non pericoloso quando le sue caratteristiche e la relativa documentazione consentono di escludere la pericolosità. Nei materiali più vecchi o privi di documentazione possono essere necessarie ulteriori verifiche.

    Lana di roccia e amianto sono la stessa cosa?

    No. Sono materiali differenti. L'amianto dispone inoltre di specifici codici EER pericolosi, distinti da quelli previsti per gli altri materiali isolanti.

    È possibile mettere la lana di roccia insieme alle macerie?

    È preferibile mantenerla separata. La miscelazione con altri rifiuti può compromettere una corretta gestione delle singole frazioni e rendere più complesso il conferimento agli impianti.

    È sempre necessaria un'analisi di laboratorio?

    Non necessariamente. In alcuni casi la classificazione può essere supportata dalla documentazione tecnica del materiale. Quando origine, composizione o caratteristiche non sono sufficientemente documentate, può invece essere necessario procedere con verifiche specifiche.

    Arcobaleno può gestire anche gli altri rifiuti prodotti durante uno strip-out?

    Sì. Il servizio può essere organizzato per gestire in maniera coordinata le differenti tipologie di rifiuti generate dal cantiere, individuando per ciascuna la corretta classificazione e la destinazione autorizzata.

     

    Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

    Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

    Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026

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  • Smaltimento rifiuti speciali a Verbania: il tessuto produttivo e i rifiuti più comuni

    Lo smaltimento dei rifiuti speciali a Verbania e nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola interessa un tessuto economico molto diversificato: industrie metalmeccaniche e chimiche, imprese artigiane, aziende del comparto gomma-plastica, attività commerciali, edilizia, strutture ricettive e imprese legate al turismo.

    Questa varietà si traduce nella produzione di rifiuti molto differenti tra loro, che possono essere pericolosi o non pericolosi, solidi, liquidi o fangosi e richiedere differenti modalità di classificazione, deposito, trasporto e conferimento.

    Per le aziende del territorio diventa quindi importante poter contare su un interlocutore in grado di organizzare non soltanto il ritiro, ma l'intero processo di gestione del rifiuto, dalla verifica iniziale fino alla documentazione necessaria.

    Il tessuto produttivo di Verbania e del Verbano-Cusio-Ossola

    Il Verbano-Cusio-Ossola presenta caratteristiche economiche particolari perché riunisce territori con vocazioni differenti: l'area di Verbania e del Lago Maggiore, il distretto del Cusio con Omegna, la zona di Gravellona Toce e l'asse dell'Ossola che comprende Domodossola, Villadossola e Crevoladossola, oltre ai comuni a forte vocazione turistica come Stresa e Baveno.

    I dati della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte evidenziano la presenza nel VCO di un comparto manifatturiero articolato, nel quale assumono particolare rilievo la metalmeccanica e lavorazione dei metalli, la chimica, gomma e plastica e altre attività manifatturiere. Nel quarto trimestre 2025, ad esempio, la Camera di Commercio ha rilevato una crescita del 4% per il settore chimica-gomma-plastica, a fronte di una sostanziale stabilità complessiva della produzione industriale provinciale. Camera Monte Rosa

    Più in generale, il territorio piemontese del VCO mantiene una presenza significativa di costruzioni, commercio e servizi accanto all'industria. I dati regionali sulle imprese mostrano inoltre come il settore dei servizi sia stato tra quelli maggiormente dinamici nel territorio provinciale. Regione Piemonte

    A questa componente si aggiunge il turismo, particolarmente rilevante lungo il Lago Maggiore e nelle località montane. La Provincia dispone infatti di uno specifico Osservatorio del Turismo che monitora strutture ricettive e movimenti turistici del territorio. Provincia del Verbano Cusio Ossola

    Il risultato è un'economia nella quale convivono stabilimenti industriali, officine, laboratori, imprese edili, hotel, ristoranti, attività commerciali e aziende di servizi, ciascuna con proprie esigenze di gestione dei rifiuti.

    Quali rifiuti speciali producono più frequentemente le aziende del VCO?

    La tipologia di rifiuto dipende direttamente dal processo produttivo che lo ha generato.

     

    SettoreAree particolarmente interessateRifiuti speciali tipici
    Metalmeccanica e lavorazione metalli       

    Omegna, Gravellona Toce, Verbania, Ossola

    Emulsioni e oli esausti, fanghi di lavorazione, materiali assorbenti, imballaggi contaminati, sfridi metallici
    Chimica, gomma e plastica

    Omegna, Verbania e aree industriali provinciali 

    Soluzioni chimiche di scarto, solventi, prodotti fuori specifica, fanghi, imballaggi contaminati
    Edilizia e manutenzioni

    Tutta la provincia

    Materiali isolanti, guaine, residui di lavorazione, pitture e vernici, contenitori contaminati
    Attività artigianali e officine

    Verbania, Omegna, Domodossola e comuni limitrofi

    Oli, filtri, batterie, stracci e assorbenti contaminati, aerosol, imballaggi
    Turismo, alberghi e ristorazione

    Verbania, Stresa, Baveno e Lago Maggiore

    Oli alimentari esausti, detergenti e prodotti chimici, RAEE, lampade, imballaggi
    Uffici, commercio e servizi

    Principali centri provinciali

    RAEE, toner, batterie, lampade, documentazione da distruggere

     

    La tabella ha valore indicativo: il codice EER e l'eventuale pericolosità non possono essere determinati soltanto osservando il materiale, ma devono essere valutati sulla base dell'origine del rifiuto, del processo che lo ha generato e, quando necessario, della sua composizione.

    È proprio questa fase preliminare a evitare uno degli errori più comuni nella gestione dei rifiuti aziendali: considerare materiali apparentemente simili come se fossero necessariamente classificabili nello stesso modo.

    Rifiuti industriali a Omegna e nel Cusio

    L'area di Omegna e del Cusio conserva una forte tradizione manifatturiera. Oggi il panorama industriale comprende aziende metalmeccaniche, produttori di componentistica e imprese appartenenti ai comparti chimico, gomma e plastica.

    Queste lavorazioni possono produrre flussi molto diversi: soluzioni acquose di scarto, solventi, miscele chimiche, prodotti fuori specifica, fanghi industriali, imballaggi contaminati, emulsioni e materiali assorbenti.

    In particolare, per i rifiuti liquidi provenienti dall'industria chimica è fondamentale evitare improvvisazioni. La gestione può richiedere la verifica delle schede tecniche e di sicurezza, l'individuazione del corretto codice EER, l'eventuale analisi di laboratorio e l'omologazione preventiva presso l'impianto di destinazione.

    Caso pratico: ritiro programmato di soluzioni chimiche presso un'azienda di Omegna

    Un esempio concreto riguarda un cliente di Arcobaleno Servizi Ambientali con sede a Omegna, operante nell'industria chimica.

    L'attività produttiva genera periodicamente diverse soluzioni chimiche di scarto. Invece di intervenire soltanto quando il deposito interno raggiunge livelli critici, ARC Ambiente ha organizzato con il cliente un sistema basato su cicli programmati di smaltimento.

    La frequenza dei ritiri viene definita in funzione dei quantitativi prodotti e delle esigenze dello stabilimento. Prima del conferimento vengono verificate le caratteristiche delle soluzioni e le condizioni di omologazione; successivamente viene pianificato il trasporto verso gli impianti autorizzati individuati per le specifiche tipologie di rifiuto.

    In questo modo l'azienda dispone di un processo prevedibile: conosce in anticipo le finestre indicative di intervento, limita l'accumulo dei rifiuti nello stabilimento e può coordinare lo smaltimento con la propria produzione.

    È un esempio di come la gestione dei rifiuti industriali a Omegna possa essere trasformata da attività occasionale a processo organizzato.

    Come opera ARC Ambiente per lo smaltimento dei rifiuti speciali a Verbania

    Per ARC Ambiente la gestione non inizia con l'arrivo dell'automezzo. Il servizio parte dall'analisi delle esigenze del produttore e delle caratteristiche dei rifiuti.

    Quando necessario viene effettuato un sopralluogo gratuito e senza impegno, anche utilizzando l'applicazione proprietaria di Arcobaleno per organizzare in modo strutturato le informazioni raccolte sul campo.

    Segue quindi la formulazione dell'offerta, l'eventuale acquisizione della documentazione tecnica o delle analisi necessarie e l'omologazione del rifiuto presso l'impianto individuato.

    Una volta completate queste attività, il ritiro viene programmato su appuntamento, concordando con il cliente giorno e fascia oraria indicativa. ARC Ambiente prevede l'esecuzione del servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione del rifiuto.

    Per le aziende che desiderano una gestione più completa, Arcobaleno può inoltre affiancare il cliente negli aspetti ambientali e documentali collegati a formulari, registri di carico e scarico, RENTRI, conservazione digitale e MUD.

    L'obiettivo è costruire un servizio calibrato sul singolo stabilimento, soprattutto quando sono presenti più tipologie di rifiuto o ritiri ricorrenti.

    Smaltimento rifiuti speciali a Verbania: richiedi un'offerta

    Un'impresa di Verbania, Omegna, Gravellona Toce, Domodossola o degli altri comuni del Verbano-Cusio-Ossola può produrre contemporaneamente rifiuti con caratteristiche molto diverse.

    Affidare la gestione a un unico interlocutore permette di coordinare classificazione, omologazione, trasporto, conferimento e documentazione, riducendo il numero di fornitori e semplificando l'organizzazione interna.

    Hai rifiuti speciali da smaltire a Verbania o nel Verbano-Cusio-Ossola? Contatta ARC Ambiente – Arcobaleno Servizi Ambientali per descrivere i rifiuti prodotti e richiedere un'offerta personalizzata.

    FAQ sullo smaltimento dei rifiuti speciali a Verbania

    ARC Ambiente effettua ritiri di rifiuti speciali anche a Omegna e Domodossola?

    Sì. Il servizio può essere organizzato a Verbania, Omegna, Gravellona Toce, Domodossola e negli altri comuni del Verbano-Cusio-Ossola, in funzione delle caratteristiche e dei quantitativi dei rifiuti da gestire.

    È possibile programmare ritiri periodici?

    Sì. Per aziende che producono con continuità determinate tipologie di rifiuto è possibile impostare cicli programmati, come nel caso dell'azienda chimica di Omegna, evitando di dover organizzare ogni ritiro da zero.

    Come faccio a sapere quale codice EER assegnare a un rifiuto?

    La classificazione dipende dal processo che ha generato il rifiuto e dalle sue caratteristiche. Nei casi più complessi può essere necessario esaminare documentazione tecnica, schede di sicurezza o effettuare analisi specifiche.

    ARC Ambiente gestisce anche rifiuti pericolosi?

    Sì, il servizio comprende sia rifiuti speciali pericolosi sia non pericolosi, individuando trasportatori e impianti autorizzati compatibili con la specifica tipologia di rifiuto.

    Quanto tempo occorre per organizzare lo smaltimento?

    Dopo la definizione delle caratteristiche del rifiuto e la relativa omologazione, ARC Ambiente programma il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, concordando con il cliente giorno e fascia oraria indicativa del ritiro.

    È possibile richiedere un sopralluogo prima del preventivo?

    Sì. Quando la situazione richiede una verifica diretta dei rifiuti, degli spazi o delle modalità operative, ARC Ambiente può effettuare un sopralluogo gratuito e senza impegno.

     

    Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

    Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

    Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2026

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  • Smaltimento RAEE: come gestire correttamente i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

    Lo smaltimento dei RAEE, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, interessa praticamente ogni organizzazione: aziende, uffici, industrie, scuole, laboratori ed enti pubblici utilizzano computer, monitor, stampanti, apparecchiature di rete, strumenti elettronici e numerosi altri dispositivi che, una volta fuori uso, diventano rifiuti da gestire correttamente.

    Un vecchio PC o un monitor dismesso, infatti, non devono essere trattati come normali rifiuti indifferenziati. I RAEE sono soggetti a una disciplina specifica finalizzata a favorire raccolta, trattamento, recupero dei materiali e corretta gestione delle componenti che possono avere caratteristiche di pericolo.

    In Italia il principale riferimento normativo è il D.Lgs. 49/2014, che recepisce la Direttiva europea 2012/19/UE sui RAEE. Normattiva

    Cosa sono i RAEE?

    Con il termine RAEE si indicano le apparecchiature elettriche ed elettroniche giunte a fine vita. In termini pratici, rientrano in questa categoria moltissimi dispositivi che per funzionare dipendono da correnti elettriche o campi elettromagnetici.

    Negli ambienti professionali e scolastici alcuni degli esempi più comuni sono computer desktop e notebook, monitor, tastiere e mouse, stampanti e scanner, server, apparati di rete, centralini, dispositivi elettronici di laboratorio, frigoriferi, condizionatori, utensili elettrici e apparecchiature di illuminazione.

    La normativa distingue inoltre tra RAEE provenienti dai nuclei domestici e RAEE professionali. La qualificazione corretta non dipende soltanto dal luogo nel quale si trova l'apparecchiatura, ma dalle caratteristiche previste dalla normativa e dal relativo canale di gestione. Il Centro di Coordinamento RAEE definisce come professionali i rifiuti elettronici diversi da quelli provenienti dai nuclei domestici. CdC RAEE | Centro di Coordinamento RAEE

    Le principali tipologie di RAEE

    La varietà delle apparecchiature rende importante effettuare una corretta identificazione prima del ritiro.

     

    Tipologia di apparecchiaturaEsempiAspetti da verificare
    Apparecchiature informatiche

    PC, notebook, server, tastiere, mouse

    componenti elettronici, batterie, eventuali dati memorizzati
    Schermi e monitor

    monitor LCD/LED, vecchi display

    tecnologia dello schermo e corretta classificazione
    Piccole apparecchiature elettroniche

    modem, router, telefoni, strumenti elettronici

    presenza di batterie o componenti particolari
    Grandi apparecchiature

    macchinari e dispositivi elettrici di grandi dimensioni         

    peso, dimensioni e modalità di movimentazione
    Apparecchiature per lo scambio di temperatura      

    frigoriferi, freezer, climatizzatori

    presenza di fluidi e componenti che richiedono trattamento specifico
    Sorgenti luminose

    neon, lampade fluorescenti, lampade LED

    separazione dalle altre apparecchiature e gestione dedicata

     

    Il sistema RAEE prevede categorie e raggruppamenti differenti proprio perché apparecchiature diverse possono richiedere modalità di raccolta e trattamento differenti. CdC RAEE | Centro di Coordinamento RAEE

    Perché i RAEE non possono essere semplicemente buttati

    All'interno delle apparecchiature elettroniche possono essere presenti contemporaneamente materiali recuperabili e componenti che richiedono particolari precauzioni.

    Metalli, plastiche, vetro e altre materie possono essere recuperati attraverso processi specifici; batterie, schede elettroniche, condensatori, fluidi refrigeranti o altri componenti possono invece richiedere trattamenti dedicati.

    La finalità della normativa europea sui RAEE è proprio quella di ridurre gli impatti negativi sull'ambiente e sulla salute umana e migliorare l'efficienza nell'utilizzo delle risorse. EUR-Lex

    Consulta il D.Lgs. 49/2014 su Normattiva

    Smaltimento RAEE aziendali: classificazione e tracciabilità

    Quando un'impresa, una scuola o un ente decide di dismettere apparecchiature elettriche ed elettroniche, il primo passaggio non dovrebbe essere semplicemente quello di organizzare il trasporto.

    Occorre innanzitutto verificare che cosa deve essere ritirato, distinguere le differenti tipologie di apparecchiature e individuare il corretto percorso di gestione.

    A seconda delle caratteristiche del rifiuto può essere necessario verificare il codice EER, l'eventuale presenza di componenti pericolosi, le modalità di deposito e movimentazione e la documentazione necessaria per garantire la tracciabilità.

    Per quantitativi rilevanti o apparecchiature eterogenee, una valutazione preventiva permette di evitare errori e di organizzare un unico intervento in maniera più efficiente.

    Un aspetto spesso sottovalutato: i dati contenuti nei vecchi computer

    Nel caso di PC, server, notebook e altri dispositivi di memoria, lo smaltimento del rifiuto e la tutela delle informazioni aziendali sono due problemi distinti.

    Prima della dismissione è quindi opportuno verificare se hard disk, SSD o altre memorie contengano dati aziendali, personali o riservati e definire, quando necessario, una procedura di cancellazione o distruzione sicura dei supporti.

    Questo aspetto assume particolare importanza per aziende, studi professionali, enti pubblici e istituti scolastici che possono gestire informazioni relative a dipendenti, clienti, studenti o fornitori.

    Caso pratico: smaltimento di computer e periferiche in una scuola della provincia di Pavia

    Un istituto scolastico della provincia di Pavia si è rivolto ad Arcobaleno Servizi Ambientali in seguito al rinnovo delle proprie dotazioni informatiche.

    Nel corso degli anni erano stati accumulati numerosi vecchi PC, tastiere e mouse non più utilizzabili, provenienti dalle aule informatiche e dagli uffici della scuola.

    Arcobaleno ha effettuato una valutazione preliminare del materiale da ritirare, organizzato le apparecchiature per tipologia e programmato il servizio di raccolta, trasporto e conferimento agli impianti autorizzati.

    L'intervento ha consentito alla scuola di liberare rapidamente gli spazi occupati dalle vecchie apparecchiature e di affidare l'intera gestione dei RAEE a un unico interlocutore, mantenendo la necessaria tracciabilità documentale.

    È un caso rappresentativo di una situazione frequente negli istituti scolastici, dove computer, monitor, apparecchiature di laboratorio, toner, lampade e altri rifiuti tecnologici possono accumularsi nel tempo e richiedere una gestione professionale.

    Come opera Arcobaleno Servizi Ambientali per lo smaltimento dei RAEE

    Il servizio viene costruito sulla base delle caratteristiche effettive delle apparecchiature da ritirare. Il Metodo Arcobaleno prevede normalmente analisi della richiesta, eventuale sopralluogo gratuito, formulazione dell'offerta, verifica e omologazione dei rifiuti quando necessaria, programmazione del ritiro, trasporto verso impianti autorizzati e gestione della relativa documentazione.

    Arcobaleno Servizi Ambientali opera con un modello orientato a tempi certi, precisione operativa e servizio personalizzato. Il ritiro viene concordato con il cliente definendo giorno e fascia oraria indicativa e, previa omologazione del rifiuto, il servizio viene programmato ed eseguito entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.

    Per aziende, scuole ed enti che devono gestire contemporaneamente diverse tipologie di rifiuti, Arcobaleno può inoltre diventare un interlocutore unico, integrando lo smaltimento dei RAEE con la gestione degli altri rifiuti speciali e con il supporto documentale e normativo.

    Devi smaltire computer, monitor o altre apparecchiature elettroniche?

    Se nella tua azienda, scuola o ente sono presenti RAEE da smaltire, Arcobaleno Servizi Ambientali può valutare le apparecchiature, individuare la corretta modalità di gestione e organizzare un servizio su misura.

    Richiedi un'offerta per il ritiro e lo smaltimento dei RAEE: indicaci tipologia, quantità e luogo nel quale si trovano le apparecchiature. Per situazioni più complesse possiamo programmare un sopralluogo gratuito e senza impegno.

    FAQ sullo smaltimento dei RAEE

    Cosa significa RAEE?

    RAEE significa Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: sono apparecchiature elettriche o elettroniche che il detentore decide o è tenuto a dismettere e che, una volta divenute rifiuto, devono seguire uno specifico percorso di gestione.

    Un vecchio computer è un RAEE?

    Sì. Un computer non più utilizzabile e destinato allo smaltimento rientra normalmente tra i RAEE. Prima del ritiro deve però essere verificata la corretta classificazione e l'eventuale presenza di componenti che richiedano una gestione particolare.

    Tastiere e mouse possono essere smaltiti insieme ai computer?

    Sono anch'essi apparecchiature elettroniche a fine vita, ma la modalità concreta di raccolta deve essere definita nell'ambito della corretta classificazione del carico. In presenza di grandi quantità è consigliabile effettuare una verifica preliminare.

    I monitor sono tutti gestiti nello stesso modo?

    No. La tecnologia costruttiva e le caratteristiche dell'apparecchiatura possono incidere sulla classificazione e sul successivo trattamento. Per questo è opportuno distinguere preventivamente le diverse tipologie di monitor.

    Un'azienda può portare i RAEE nei normali cassonetti?

    No. I RAEE non devono essere abbandonati o conferiti indiscriminatamente nei normali rifiuti. Devono essere avviati ai corretti circuiti di raccolta e trattamento previsti dalla normativa.

    Cosa bisogna fare dei dati presenti nei computer da smaltire?

    Prima della dismissione è opportuno verificare hard disk, SSD e altri supporti di memoria. Quando sono presenti informazioni riservate può essere necessario prevedere cancellazione sicura o distruzione dei supporti prima o durante il processo di dismissione.

    Arcobaleno può ritirare grandi quantità di RAEE?

    Sì. Il servizio può essere organizzato anche per partite consistenti di apparecchiature elettroniche, valutando preventivamente quantità, tipologia, accessibilità del luogo e necessità di attrezzature per la movimentazione.

    In quanto tempo può essere organizzato il ritiro?

    Arcobaleno programma ed esegue il servizio entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, previa omologazione del rifiuto, concordando con il cliente giorno e fascia oraria indicativa del ritiro.

     

    Contenuto redatto dall’Ufficio Ambientale ARC Ambiente

    Revisione tecnica: Alessia Ferrari - Resp. Ufficio Ambiente e Logistica

    Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026

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